Perché i geriatri ora raccomandano l’esercizio eccentrico invece della camminata per gli adulti sopra i 70 anni

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Vedere una persona anziana che si abbassa lentamente fino al pavimento e poi si rialza con calma non dà l’idea di “stare facendo ginnastica”.
Perché i geriatri ora raccomandano l’esercizio eccentrico invece della camminata per gli adulti sopra i 70 anni
© mammagiovanna.it - Perché i geriatri ora raccomandano l’esercizio eccentrico invece della camminata per gli adulti sopra i 70 anni
Sommario

    La scena che ti spiazza: scendere a terra come se fosse normale

    Eppure quel gesto, se ripetuto con metodo, mette alla prova forza, equilibrio e controllo molto più di quanto si pensi.

    Camminare resta utile, ma spesso non ti prepara a ciò che davvero determina la tua autonomia: alzarti da una sedia bassa, raccogliere qualcosa caduto, gestire un inciampo. Se il pavimento ti fa paura, il problema non è il pavimento: è il rapporto tra il tuo corpo e la gravità.

    Qui entra in gioco un’idea che molti geriatri considerano estremamente concreta: allenare la fase di “discesa” e “risalita”, cioè il lavoro eccentrico e le transizioni. Non serve trasformare il salotto in una palestra: serve rendere il suolo meno “lontano”.

    Quando il pavimento diventa un confine: il giorno in cui inizi a evitarlo

    Dopo i 70 anni la rinuncia arriva a piccoli passi: smetti di inginocchiarti in giardino, non fletti più le ginocchia per prendere un oggetto, scegli sedie più alte. Non è pigrizia: è prudenza.

    Il punto è che la prudenza, quando diventa evitamento, ti sottrae capacità. Ogni mese in cui non ti accovacci o non scendi controllando il peso riduce la fiducia, irrigidisce le articolazioni e rende ogni movimento più “costoso”.

    La paura di cadere aumenta proprio quando smetti di praticare i gesti che ti aiuterebbero a gestire una caduta. Se non sai come scendere, non saprai come rialzarti: e questa convinzione può diventare una gabbia.

    Perché l’eccentrico conta più di quanto pensi (e perché la camminata non lo allena davvero)

    Il lavoro eccentrico è la capacità di controllare un muscolo mentre si allunga, come quando scendi le scale o ti abbassi verso una seduta. È “frenare” il corpo con precisione, non solo “spingerlo” verso l’alto.

    Camminare allena resistenza e ritmo, ma raramente ti costringe a gestire grandi angoli di anche, ginocchia e caviglie. Non ti obbliga a rallentare una discesa, a stabilizzare il tronco, a scegliere gli appoggi con attenzione.

    Se vuoi proteggere autonomia e sicurezza, devi allenare proprio ciò che nella vita reale ti mette in difficoltà: scendere, ruotare, appoggiarti, rialzarti. L’eccentrico ti offre esattamente questo e spesso lo fa con carichi moderati, ma altamente specifici.

    Il test che mette ansia, ma dice la verità: scendere e risalire

    Esiste una prova semplice, usata in diversi contesti clinici: passare dalla posizione in piedi al pavimento e tornare su usando il minor supporto possibile. Non serve a umiliare nessuno: serve a fotografare mobilità, forza e coordinazione.

    Quando questo gesto diventa difficile, di solito non è colpa di un solo muscolo. Entrano in gioco rigidità delle anche, debolezza dei glutei, caviglie poco mobili, equilibrio incerto e paura di perdere il controllo.

    La parte sorprendente è che migliorare questo schema, un passo alla volta, spesso cambia la percezione di tutto il resto. Se impari a gestire la discesa, le scale fanno meno paura e le sedute basse smettono di sembrarti trappole.

    Come trasformare casa tua in una palestra invisibile, senza “allenarti” davvero

    Il punto non è fare una sessione lunga, ma inserire micro-azioni ripetute. Pochi minuti, più volte a settimana, valgono più dell’eroismo fatto una volta sola.

    Puoi iniziare vicino a un divano o a una sedia stabile: scendi in mezzo inginocchio, fai una pausa, poi risali usando le mani se serve. Se oggi ti sembra poco, ricordati che stai allenando il controllo, non lo spettacolo.

    Un’altra strategia è sederti per qualche minuto su un cuscino stabile a terra e poi rialzarti con calma. Il corpo registra queste “conversazioni” con la gravità e, col tempo, smette di reagire con panico.

    Le regole che ti proteggono: sicurezza prima dell’orgoglio

    Se hai dolore acuto, vertigini o un’instabilità marcata, non trattare questo lavoro come una sfida. Il coraggio non serve, se ti espone a un rischio inutile.

    Usa appoggi solidi, scegli superfici non scivolose e muoviti lentamente. Fermati quando senti una tensione eccessiva, non quando “cedi”: il cedimento insegna paura.

    Se hai protesi recenti, un’osteoporosi importante o una storia di cadute, chiedi una guida professionale. Spesso basta una correzione su appoggi e sequenza dei movimenti per cambiare tutto.

    Ecco un esempio di micro-abitudini pratiche che puoi provare, senza attrezzi e senza contare passi:

    • Durante l’attesa del bollitore: mezzo inginocchio con una mano sulla sedia, poi ritorno in piedi.
    • Prima di sederti sul divano: una discesa controllata verso una seduta più bassa, lenta e silenziosa.
    • Quando raccogli un oggetto: fletti le anche e “frena” la discesa, senza buttarti in avanti.
    • Dopo la TV: 1 risalita da terra usando un appoggio, curando il controllo più della velocità.
    • Una volta al giorno: 20–40 secondi di posizione accovacciata assistita vicino a un mobile stabile.

    La promessa realistica: meno paura, più autonomia nei prossimi 10 anni

    Se il tuo obiettivo è vivere bene, non basta sommare minuti di camminata. Devi saper gestire i momenti imprevedibili: un tappeto che si arriccia, una sedia troppo bassa, un oggetto finito sotto il letto.

    Allenare l’eccentrico e le transizioni verso il pavimento non ti rende invincibile, ma ti rende più preparato. E preparazione significa meno esitazione; meno esitazione significa meno incidenti evitabili.

    La cosa più sorprendente è emotiva: quando il pavimento smette di sembrare un nemico, torna la voglia di fare. E quando torna la voglia di fare, la vecchia “passeggiata” riprende valore, perché non è più l’unica ancora a cui aggrapparsi.

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    4 commenti

    • Catherineombre

      “Rendere il suolo meno lontano” è una frase bellissima e vera. Mi ha fatto riflettere.

    • fatihaunivers

      Mah… sembra la solita moda fitness travestita da “consiglio medico”. Avete fonti o studi specifici?

    • Finalmente un articolo che non idolatra la camminata come soluzione a tutto. Grazie!

    • franck_sorcier

      Mio padre ha 74 anni e cammina ogni giorno, però sulle scale va in panico. Questo tipo di esercizi eccentrici può aiutarlo anche se ha già un po’ di artrosi?

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